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Grandi benefattori. Maria Boorman Ceccarini

Creato l’ospedale, la scuola materna. Sostiene l’opera di mutuo soccorso, la biblioteca circolante

MARIA BOORMAN CECCARINI

Si occupa dell’illuminazione pubblica del paese, anticipa i fondi per il porto, realizza la strada di accesso all’approdo, distribuisce per anni 300 minestre giornaliere per lenire la miseria. Le sue ragioni: “ Ho di che mi avanza, sono in dovere di darlo ai poveri”

IL PERSONAGGIO

Lo chiamavano “Viola” (dal dialetto, sentiero angusto stretto e polveroso), è Viale Ceccarini. I riccionesi lo intitolano all’americana Maria Boorman Ceccarini, moglie del dottore Giovanni Ceccarini. La donna è stata una dei grandi benefattori della storia della provincia di Rimini.

Alla fine dell’800 Riccione ha un’economia arretrata e il turismo è ai primordi, i coniugi Ceccarini hanno cordiali rapporti con la popolazione e ne sono testimonianza gesti concreti di solidarietà. Acquistano un’aura di sacralità; i riccionesi fanno a gara per trainare a forza di braccia il loro calesse; un misero vecchio dice della benefattrice: “Bisognerebbe farle un paio d’ali perché potesse venire dal paradiso alla terra tutte le volte che i poveri hanno bisogno”.

Maria Boorman Wheeler viene da una tradizione filantropica diffusa negli Stai Uniti, come si conveniva a quelle classi agiate. E’ una delle poche tra i benestanti e avrà ancor meno continuatori.

Giovanni Ceccarini fin da giovane durante gli studi di medicina è elogiato dai superiori per la sua generosa carità, l’ingegno e la disposizione ad apprendere. Combatte a fianco di Garibaldi e per questo viene esiliato. Va negli Stati Uniti, dove fonda una clinica oculistica; è nominato commissario di Sanità di New York e viene posto ai vertici della comunità italiana della città, conosce Maria e si sposano in Hyde Park.

Dopo la morte del marito (1888, a 65 anni), la donna continua con le opere di bene: sostiene finanziariamente la Società Operaia di Mutuo Soccorso, la Biblioteca Popolare Circolante, inaugura l’asilo infantile Giardino d’Infanzia, costruisce l’ospedale (dedicato a Giovanni), per accogliere gratuitamente i poveri. E ancora: si occupa dell’illuminazione pubblica del paese, anticipa i fondi per il porto, realizza la strada di accesso all’approdo, distribuisce per anni 300 minestre al giorno per lenire la fame. Le sue ragioni: “ Ho di che mi avanza, sono in dovere di darlo ai poveri”.

La signora Ceccarini è profondamente religiosa, protestante. Viene ricordata con la Bibbia in mano, ma mantiene un indirizzo laico in tutte le istituzioni da lei fondate, con assicurato sevizio religioso per chi lo richiedesse. E’ un donna che viaggia,  che non rifiuta gli eventi mondani, ma è riservata e l’eccessiva riconoscenza la mette a disagio. Le piace una vita tranquilla, dipinge, ricama, ascolta musica e ama la lettura e si crea la sua biblioteca personale; nonostante sia una donna di “potere” non è presuntuosa, ma collaborativa:  sa valorizzare il lavoro dei tecnici e dei professionisti; adora i bambini che riescono sempre a commuoverla. Adotta un’orfanella, Emilia Tonsini, che sarà sua erede universale e continuatrice delle iniziative di solidarietà.

L’americana non si sente sradicata, coglie le peculiarità del nuovo ambiente, mentre mantiene i legami con le origini: attraverserà l’Oceano 19 volte per far visita alla propria famiglia. Gira il mondo in lungo e in largo, attraverso impegnative trasferte e improbe fatiche: dall’Europa fino a Capo Nord.
Quando si ferma è una calamita per gli altri; nel suo “Friend’s Book” (Libro degli Ospiti), colleziona pensieri e citazioni degli amici (tante le grandi personalità che soggiornano nella Villa Ceccarini dalle affinità elettive con la padrona di casa). Adelaide Ristori, una delle più grandi attrici di teatro dell’800, fu sua ospite, così come Robert Browning, uno dei più importanti poeti e drammaturghi della letteratura vittoriana.

Chissà cosa direbbe la Ceccarini, donna dalle ampie vedute, che la sua “Villa Torre Rossa” è oggi la discoteca Peter Pan.. L’abitazione fu rasa al suolo dalle truppe canadesi, che attaccarono quelle tedesche asserragliate a Scacciano nel 1944. Vennero dispersi i preziosi arredi e il parco con secolari pini bruciato. Johannes Huber, medico viennese, acquistò il podere, ricostruì la villa e la trasformò nel “Night Club Villa Alta”: divenne il più famoso locale della Riviera Adriatica.

Maria muore nel 1903; non aveva che 63 anni. Questa il ricordo del giornale cattolico “l’Ausa”: “Voglia Dio aver donato la luce della verità alla signora”. La “risposta” del settimanale repubblicano “la Riscossa”: “Quanti di voi ha fatto la millesima parte di quel che fece la protestante Maria Ceccarini?”.

f.  c.

La Piazza della Provincia
Giornale di Riccione – Ottobre 2013